COMUNICATO STAMPA ABBRUSTOLIAMO IL FUTURO

Le pannocchie abbrustolite di domenica 15 settembre sono l’ennesima carnevalata di agricoltori servi delle logiche di multinazionali senza scrupoli il cui unico scopo è fare profitto sulla salute di tutti i viventi depredando e devastando i territori,lasciando dietro di loro il deserto.

Sicuramente quelle pannocchie non faranno morire chi le ha mangiate quel giorno (nemmeno l’amianto uccide subito) ma vogliamo ricordare che chi le ha mangiate, assieme al mais, si è mangiato anche l’insetticida  contenuto nel suo DNA che serve ad uccidere le larve di piralide.

Non ci sono prove che dimostrano che gli OGM non sono dannosi e come non esistono prove che essi creino dei danni irreversibili nei cicli biologici degli ecosistemi.

Pertanto noi ci appelliamo al Principio di Precauzione II D.Lgs 16.1.2008 previsto dal Trattato comunitario all’art 174, secondo il quale se non si hanno le prove certe che una sostanza sia davvero innocua essa non può essere prodotta, distribuita e consumata. Un esempio in questo senso è la Svizzera: il 12 dicembre del 2012 ha presentato una serie di raccomandazioni in cui la confederazione elvetica in materia di OGM dice che “ le conoscenze sono ancora insufficienti per valutare ragionevolmente i rischi legati a una disseminazione commerciale”. L’invito è di procedere con prudenza, prima di passare a coltivazioni a fini commerciali, è imperativo procedere per tappe con valutazioni in laboratorio e in un secondo tempo a colture in campo aperto ma in condizioni controllate.

La salute è fondamentale, ma la questione è molto più ampia, infatti come Coordinamento di Tutela Biodiversità riteniamo che la questione OGM è solo un’aspetto di un sistema agroalimentare basato esclusivamente su logiche di profitto e di sfruttamento.

Inoltre continuiamo a ribadire la nostra contrarietà all’applicazione di norme sulla coesistenza tra le colture, imposte dalla CE e rifiutate da molti Paesi europei, che la nostra amministrazione regionale sta mettendo in atto, dimostrandosi poco interessata a tutelare i cittadini, la loro Sovranità Alimentare e la Biodiversità, assecondando invece  la voracità del capitalismo attraverso i brevetti di sementi sterili.

L’introduzione degli OGM in  Italia e nella nostra regione  ucciderebbe  le nostre risorse economiche rappresentate da prodotti tipici estremamente variegati, da piccole imprese, che non possono competere con le aziende americane di centinai di miglia di ettari e determinerebbe un ampliamento delle problematiche produttive e decisionali per l’intera filiera produttiva, dall’agricoltore, al trasformatore, al consumatore.

I nostri prodotti alimentari sono simbolo in tutto il mondo di sapori unici e di uno stile di vita che tutti ci invidiano e che cercano di copiarci e imitare anche in modo truffaldino.

Concludiamo evidenziando che le colture industrializzate e monocolturali  come il mais non hanno niente a che fare con le aspettative di una sana alimentazione, ma sono destinate a filiere produttive ed alimentari incentrate all’allevamento e  all’abuso di proteine animali, che stanno già  minando gravemente la sostenibilità ambientale e la salute umana.

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