VOLANTINO PNlegge 2013 Vandana Shiva

OGM: FERMIAMO LA REGIONE!!


 

 

Mentre la maggior parte della società civile (8 italiani su 10) si dichiara contraria agli organismi geneticamente modificati (OGM), il Governo italiano e la Regione FVG, dichiarandosi falsamente contrari, hanno adottato dei provvedimenti che, di fatto, apriranno le porte alle coltivazioni transgeniche sul territorio nazionale e regionale.

 

Il Governo ha emanato un decreto di natura provvisoria e precaria che impedirà per soli 18 mesi la coltivazione del solo mais OGM Mon810, lasciando poi alle regioni il compito di applicare le norme per la coesistenza tra le coltivazioni transgeniche, biologiche e tradizionali.

 

La Regione FVG, per prima, ha già modificato la legge regionale 5/2011 che vietava la coltivazione degli OGM, togliendo il divieto ed introducendo le norme  per la coesistenza tra le colture.

 

Queste scelte sono estremamente pericolose per la salute di tutti i viventi e l’ecosistema. Inoltre la coesistenza con le produzioni transgeniche determinerà un ampliamento delle problematiche produttive e decisionali per l’intera filiera produttiva, dall’agricoltore, al trasformatore, al distributore, mettendo in ginocchio gli altri sistemi agricoli (come già dimostrato da recenti indagini  in Spagna).

 

È dunque urgente contrastare i provvedimenti che sta assumendo la Regione e :

 

1. far pressione sulle istituzioni regionali affinché venga mantenuto il divieto di  coltivazione delle colture transgeniche sul territorio friulano (con ripercussioni nazionali), previsto dai regolamenti europei in vigore e nell’ambito della revisione degli stessi a favore della libertà di decisione degli Stati membri, già in atto dal 2010.

2. chiedere l’immediata distruzione di tutte le coltivazioni OGM seminate illegalmente  sul nostro territorio

 

 

COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ

 

 

 

 

Perché diciamo NO agli OGM

Perché le sementi sono “patrimonio dell’umanità”. Invece le grandi multinazionali come la Monsanto vogliono controllare tutta la catena alimentare attraverso lo strumento delle patenti.

Monsanto prima ha acquisito le maggiori industrie di semi e poi ha imposto i suoi semi brevettati. Gli agricoltori che seminano OGM hanno la necessità di rivolgersi  ad ogni nuova semina alle multinazionali titolari del seme brevettato e acquistare anche l’erbicida da loro prodotto a cui il mais modificato risulta immune.

 

Perché l’utilizzo degli OGM comporta una gravissima perdita di biodiversità.

La diversità biologica è sinonimo di ricchezza, di varietà, della coesistenza di varie forme di vita, tutte utili e selezionate nel corso di millenni. Questa ricchezza è il frutto, il risultato dei lenti processi evolutivi che, sotto la spinta della selezione naturale, agiscono sulle caratteristiche genetiche e morfologiche delle specie permettendo così alle forme di vita di adattarsi al cambiamento delle condizioni ambientali. La biodiversità è fondamentale non solo per noi, ma anche per i nostri discendenti e per tutti gli esseri viventi della Terra, è il pilastro della salute del nostro pianeta.

La diffusione, anche limitata, delle coltivazioni OGM in campo aperto comporterebbe la contaminazione delle altre colture biologiche, biodinamiche e convenzionali cambiando per sempre la nostra agricoltura che basa buona parte della propria economia sull’identità e sulle varietà delle produzioni locali. LA COESISTENZA NON E’ POSSIBILE.

 

Perché non è vero che le piante transgeniche necessitano di meno concimazioni, meno acqua e minori trattamenti chimici.

Nel caso del mais i sostenitori del transgenico ne elencano due vantaggi: la resistenza a un parassita (piralide) e a un diserbante (il glifosate), ciò che consentirebbe un minore impiego di chimica nei campi. In realtà la piralide del mais può essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale e la resistenza a un diserbante porta a un suo uso più disinvolto (e destinato ad aumentare nel tempo) in quanto non danneggia le piante coltivate ma solo le altre erbe indesiderate. Un erbicida pericoloso per l’uomo, molto tossico che a lungo termine può provocare il cancro ma anche sterilità, aborti e malformazioni genetiche.

 

Perché non sappiamo quali conseguenze a lungo termine provocheranno gli OGM sulla salute umana.

Non è vero, come dicono le multinazionali, che la manipolazione genetica è stata studiata a fondo e non comporta alcun rischio per la salute dell’uomo. In realtà non è mai stata studiata seriamente e nessuno sa con certezza se gli OGM siano nocivi o meno.

Però, se si dovesse verificare nel tempo la nocività le conseguenze non potrebbero essere più contenibili. Per questo va adottato il principio della precauzione.

 

Perché il mais OGM non conviene economicamente nemmeno all’agricoltore.

Se si può ipotizzare un aumento della produzione del 10% del mais transgenico rispetto a quello coltivato tradizionalmente si può anche supporre un prezzo sul mercato (come accade per la soia) inferiore del 20%. Confrontando attentamente anche i costi per le sementi e la coltivazione la conclusione è un peggioramento della redditività dell’agricoltore.

 

Perché non è vero che con gli OGM si risolvono i problemi della fame nel mondo.

E’ una propaganda falsa e criminale. In realtà succede il contrario: gli OGM portano alla fame.

La commercializzazione degli OGM è iniziata oltre 15 anni fa e il numero degli affamati non ha fatto altro che crescere, proprio come i profitti delle aziende che producono semi geneticamente modificati. Gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo che passano a coltivazioni OGM finiscono per dipendere  completamente dalle multinazionali indebitandosi e finendo strozzati dagli usurai. In paesi come l’Argentina e il Brasile, la soia GM ha letteralmente spazzato via produzione di patate, mais, grano e miglio su cui si basa l’alimentazione.

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