Comunicato stampa LA PAGLIACCIATA OGM E LE VERGOGNE ISTITUZIONALI!

 Non si è mai visto raccogliere il mais, o qualsiasi altro cereale, sotto la pioggia. È accaduto sabato scorso alla “Festa della Trebbiatura” del mais ogm di Vivaro (evidentemente il Mon810 friulano è immune anche alle perturbazioni atmosferiche) e poi, contraddittoriamente, ci si preoccupa delle conseguenze nocive di funghi e muffe presenti nei cereali dalle quali, secondo quanto afferma “Futuragra”, ci salveremo solo con le colture transgeniche!

Dalle “ricerche “ fatte sui campi, risulterebbe che il mais di Vivaro è il più “sano” d’Italia.

Le fandonie sulla presunta biodiversità su quel mais, per la verificata presenza di pidocchi e coccinelle (che notoriamente mangiano pidocchi), significano soltanto che la tossina di quell’ ”evento genico” non è finalizzata all’annientamento di quei parassiti. State pur certi che quando verrà utilizzato il mais ogm contro le larve di diabrotica (coleottero già presente anche in Friuli), spariranno anche le coccinelle.

L’agricoltura iperindustrializzata e monocolturale si è dimostrata un fallimento e gli ogm non sono sicuramente una risposta sostenibile ai danni fin ora creati: inquinamento (atrazina), inaridimento del terreno, devastazione del territorio, scomparsa di aree non antropizzate.  

Il problema dei parassiti in agricoltura è possibile risolverlo sta nell’applicazione di oculate misure agronomiche che ristabiliscano gli equilibri ambientali alterati dalle colture intensive monocolturali: dalle rotazioni colturali, al miglioramento e mantenimento della fertilità dei terreni, all’utilizzo di opportune epoche di semina , raccolta e varietà vegetali, ecc..

Le ricerche per l’innovazione dei sistemi agricoli devono andare in questa direzione!

La nostra Regione non perda tempo e denaro pubblico per le ricerche sugli ogm come, invece , ha dichiarato un suo funzionario alla conferenza stampa di Futuragra di venerdì scorso. Deve invece preoccuparsi di sviluppare, con tutti gli strumenti a disposizione (sopratutto il PSR), una agricoltura legata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale sia dal punta di vista tecnico-colturale che delle strutture produttive e distributive, che devono essere legate al territorio e al consumo diretto e stagionale. Stato e Regione hanno gestito in maniera del tutto inadeguata la provocazione delle coltivazioni ogm in Friuli, mettendo a rischio la biodiversità colturale e culturale che ci caratterizza e tradendo le aspettative della stragrande maggioranza dei cittadini.

Da parte nostra continueremo a manifestare la nostra contrarietà agli ogm in agricoltura promuovendo l’appello sottoscritto con le associazioni ambientaliste regionali, assieme a Vandana Shiva, a Pordenone il 22 di ottobre.

In particolare chiederemo a tutti i comuni friulani di aderire all’appello dichiarandosi liberi da coltivazioni transgeniche, come già alcuni comuni stanno facendo, per dare un forte segnale politico che parta dal basso, chiedendo anche l’appoggio dei cittadini.

 

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