COMUNICATO STAMPA La serietà di Monsanto

La serietà di Monsanto

Perché dovremo fidarci della Monsanto? È la domanda che si è fatta la giornalista francese Marie-Monique Robin e che ci facciamo ancor oggi noi. Seguiamo allora il suo ragionamento. Quando era una delle industrie chimiche più importanti al mondo, l’etica Monsanto ha deliberatamente mentito sulla tossicità dei suoi prodotti, dai policlorobifenili (PCB), alla diossina, all’agente Orange usato in Vietnam. Per non parlare del suo gioiello, il potente erbicida a base di glifosato Roundup, commercializzato fin dagli anni ’70 come erbicida biodegradabile al 100%. La multinazionale è stata condannata sia negli Stati Uniti che in Francia per pubblicità ingannevole, inoltre è stato reso pubblico uno studio riservato che solo il 2% del Roundup si decompone nel terreno e dopo 28 giorni. Nonostante la Monsanto continui a predicare di “aiutare i contadini a produrre cibi più sani e che riducono l’impatto sull’ambiente” il Roundup è molto tossico e a lungo termine può provocare il cancro, ma porta anche a sterilità, aborti, malformazioni genetiche. Interviene a livello endocrino, alterando il sistema riproduttivo femminile e maschile. Ora che sta manipolando geneticamente dei semi che entrano nella nostra alimentazione possiamo fidarci? Pensiamo alle sementi Roundup Ready. Il 90 % della soia americana è stata manipolata per resistere proprio al Roundup il 70% degli Ogm coltivati nel mondo sono manipolati per poter essere spruzzati con il Roundup. Anche se molti scienziati e ricercatori della FDA americana, si sono opposti al principio dell’equivalenza sostanziale e hanno chiesto che venissero fatti degli studi per comprovarla. Sono stati tutti messi a tacere. E’ paradossale: fino a oggi, ogni volta che uno scienziato ha deciso di iniziare uno studio tossicologico serio sugli effetti degli Ogm ha perso regolarmente il suo posto di lavoro, come è il caso del biochimico Arpad Pusztai in Scozia o di Manuela Malatesta all’epoca in cui era ricercatrice all’Università di Urbino. È una costante di questa storia. Monsanto ha zittito studiosi, giornalisti e tutti coloro che hanno mosso critiche o avanzato denunce. Ma la menzogna non si ferma quí. L’obiettivo è controllare tutta la catena alimentare attraverso lo strumento delle patenti e delle royalties. Da multinazionale chimica si è trasformata in prima industria produttrice di semi al mondo. È la numero uno dal 2005. Dal 1995 ha comprato più di 50 imprese di sementi distribuite in vari paesi. Ormai negli Usa, ma anche in India o in America del Sud, è quasi impossibile trovare un seme che non sia transgenico perché Monsanto prima ha comprato le maggiori industrie di semi e poi ha imposto i suoi semi brevettati. Se un seme è protetto da un brevetto, perde lo status di organismo vivo per diventare semplice prodotto. Non si può più conservare nè scambiare. E il mercato dei semi è immenso: non dimentichiamoci che ogni cosa che mangiamo esiste perché un agricoltore ha piantato un seme nella terra. La contaminazione genetica sta provocando danni ovunque. L’esempio più chiaro è quello del Canada. Monsanto introdusse la colza transgenica Roundup Ready nel 1996. Oggi, a causa dell’impollinazione aperta, la colza convenzionale è in serio pericolo mentre è scomparsa completamente la colza biologia. In Messico, il mais Roundup Ready sta minacciando le centinaia di varietà di mais criollo (solo nella regione di Oaxaca, centocinquanta) coltivate da 5000 anni, e considerate alimento base e pianta sacra da Maya e Aztechi. Il fenomeno è inarrestabile e sta portando a una riduzione netta della biodiversità.
Come ci si può fidare della Monsanto, il cui modus operandi negli anni è sempre stato lo stesso, immettere un prodotto potenzialmente tossico mostrandolo come “l’unica salvezza per l’umanità”, nascondere accuratamente i dati scientifici veri per poi dopo 20 anni, all’apparizione delle prime vittime, finire davanti ad un giudice, perdere la causa e risarcire con gli spiccioli dei miliardi che ha nel frattempo incassato. Ma bastano veramente solo i soldi per rifondere un territorio e chiunque o qualunque cosa ci viva? Dobbiamo fidarci ancora? Anche NO!

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