COMUNICATO STAMPA NO ALLA COESISTENZA CON GLI OGM IN FVG

Sono ormai parecchi mesi che la Regione FVG, per nome dell’assessore alle risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello, si dichiara contraria agli OGM in agricoltura, ma, di fatto, continua ad andare nella direzione opposta. L’atteggiamento ambiguo è già stato dimostrato dalla mancata applicazione  del  D.L 187 del 10 agosto 3013, che vieta per 18 mesi le semine OGM in  Italia, decisione che ha permesso  la coltivazione, la raccolta e commercializzazione del  mais MON810 seminato  illegalmente in Regione, mettendo a rischio l’integrità dell’ambiente e del settore agricolo friulano dalla contaminazione genica.

Lo dimostra oggi la dichiarata volontà di emanare  le norme per “la Coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche”, introdotte con la modifica della LR 5/2011 che vietava le coltivazioni transgeniche, piegandosi così all’ingerenza dei regolamenti Europei in materia, che la maggioranza degli Stati membri (Francia, Germania, Ungheria, Polonia, Austria, ecc…) si rifiuta di applicare a difesa dei propri sistemi ambientali e agricoli, contro i richiami e le sentenze delle istituzioni europee, appellandosi alla Clausola di Salvaguardia.

In Europa già dal 2010 è in atto la richiesta di una modifica della normativa sugli OGM (2001/18/CE), che permetta la libertà degli Stati membri di vietare le coltivazioni transgeniche annullando le norme sulla coesistenza e spingendo per un’Europa OGM FREE. Lo scorso mese, la stessa Commissione Europea ha sollecitato i Paesi europei a portare a termine tale percorso.

Le norme sulla Coesistenza non sono una soluzione adatta ad  impedire le coltivazioni ogm e la conseguente  contaminazione genica: esse rappresentano esclusivamente un compromesso tra le Multinazionali e le Istituzioni europee, molto condizionate dalle pressioni lobbistiche. Tali norme se applicate, in poco tempo, comprometterebbero ogni altro tipo di coltivazione e allevamento, pregiudicando gravemente la ricca biodiversità regionale.

Perciò chiediamo urgentemente ai nostri amministratori Regionali di sospendere immediatamente la definizione ed emanazione del regolamento sulla coesistenza ed emettere invece, come suggerito ance da altre associazioni( Upbio, Aprobio FVG, NOGM,  EUROPEAN CONSUMERS, ACU MARCHE),  una Ordinanza del presidente della Regione che, in applicazione al  decreto del Governo, (integrato dalle sanzioni o da quant’altro serva), vieti in FVG le semine OGM.

Successivamente sarà assolutamente necessario legiferare  al fine di tutelare la ricchezza agroalimentare del nostro territorio, che come hanno dimostrato i dati sull’andamento economico del 2013, è l’unico settore produttivo che non ha risentito della contingente crisi economica. Inoltre chiediamo che si intervenga a tutela delle varietà autoctone e antiche, finanziando progetti di ricerca sul miglioramento genetico che sia veramente a vantaggio di produttori, consumatori e a tutela dell’ambiente e che si valorizzi una ricerca pubblica e a reale servizio dell’agricoltura.

Considerate le imminenti elezioni europee della prossima primavera, è necessario che tutti i cittadini, singolarmente e nelle forme associative che li rappresentano, assumano un atteggiamento critico e consapevole rispetto al tema degli OGM e facciano pressione affinché siano finalmente attuate le variazioni della citata normativa europea sugli OGM ed  una riforma del sistema agricolo comunitario a sostegno di un modello agricolo che promuova la biodiversità e applichi  il principio della Sovranità alimentare.

Il Coordinamento di Tutela Biodiversità, assieme alle altre associazioni ambientaliste e di categoria, sta raccogliendo firme all’appello stipulato a Pordenone con Vandana Shiva per un “FVG ogm free in una Europa ogm free”, con banchetti in diverse località della regione nei mercati cittadini e online. Contemporaneamente, il Coordinamento sta proponendo ai Comuni di dichiararsi “antitransgenici”, come Tramonti di Sopra, Prata di Pordenone e altri in via di definizione,  per dare un simbolico ma forte segnale politico alla Regione e al Governo affinché prendano opportuni provvedimenti per evitare le incresciose vicende della scorsa stagione.

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