Petizione consegnata alla Regione: pronti a seminare mais transgenico. Gli ambientalisti: i forestali controllino i campi In Fvg sono 400 gli agricoltori pro Ogm

UDINE Petizione pro Ogm di 400 agricoltori friulani. Il documento è stato consegnato nelle mani del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, che l’ha trasmesso alla commissione competente. Intanto però sull’intero territorio regionale non si possono utilizzare sementi Ogm perché l’amministrazione ha adottato una moratoria ad hoc, in attesa del parere della Comunità europea sul Regolamento predisposto dalla Regione. Ecco il motivo che spinge Legambiente e Wwf a chiedere l’immediato intervento del Corpo forestale per verificare i prodotti impiegati dagli agricoltori nelle semine di questi giorni. «L’operazione di controllo deve cominciare dai firmatari del documento», sottolinea Emilio Gottardo, della segreteria regionale di Legambiente. Quelle 400 aziende che chiedono di utilizzare sementi geneticamente modificati non lasciano dormire sonni tranquilli alla task force regionale (Associazione italiana per l’agricoltura biologica-Aiab, Associazione produttori biologici e biodinamici del Friuli Venezia Giulia-AproBio, International society doctors for the environment-Isde, Legambiente e Wwf) nata per combattere il fenomeno. Ecco perché ieri sera, nella sede udinese di Legambiente, i soci si sono incontrati per discutere di lotta agli Ogm. «Abbiamo più volte sollecitato la Regione in questi ultimi mesi perché durante il periodo della semina, cioè proprio in questi giorni, organizzasse servizi di controllo per accertare che la legge di moratoria sia rispettata – spiega Gottardo –. Il Corpo forestale regionale deve essere impiegato a tempo pieno per la verifica e il controllo dei materiali impiegati. Sappiamo infatti che alcuni agricoltori pro Ogm hanno seminato, ma non sappiamo con cosa. Tempo fa sono state consegnate 400 firme al presidente del consiglio Franco Iacop da parte di altrettante aziende agricole che dichiaravano di voler seminare Ogm, quindi riteniamo che la Regione debba impostare i controlli partendo proprio da lì». Ma a che punto siamo sulla strada di un Friuli Ogm free? «È stata modificata la legge regionale 5 del 2011 in materia di “Disposizioni relative all’impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura” e predisposta anche una bozza di Regolamento – chiarisce Gottardo –. Quindi è stato stilato un documento tecnico volto a motivare il riconoscimento della nostra regione libera da ogm ai sensi dell’ordinanza 7 del 2010. Infine, in attesa dell’ok al Regolamento, è stata approvata la legge di moratoria». Per arrivare prima al Regolamento e poi alla moratoria, l’amministrazione ha «evidenziato la possibilità di prevedere l’esclusione dal territorio regionale della coltivazione del mais geneticamente modificato quale misura di coesistenza per evitare la presenza involontaria di Ogm nelle colture convenzionali e biologiche – chiosa Gottardo –, alla luce degli approfondimenti svolti. Inoltre, lo schema di disegno di legge prevede che la coltivazione di mais geneticamente modificato comporti l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 5 a 50 mila euro». Michela Zanutto

Dal Messaggero Veneto del 16 aprile 2014

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