Ogm, ora Fidenato sfida Serracchiani Ordinanza per rimuovere le piante, lui contrattacca: continuerò a seminarle, ci vedremo in tribunale

Messaggero Veneto online del 27/06/14
di Michela Zanutto

UDINE. Gli agenti della Forestale hanno notificato ieri pomeriggio a Giorgio Fidenato l’ordinanza di rimozione delle piante Ogm. Per tutta risposta Fidenato non soltanto ha giurato di lasciare intatti i campi di Mereto di Tomba e Colloredo di Monte Albano, ma ha rilanciato: «Nei prossimi giorni seminerò ancora mais transgenico». Questa la sua sfida al presidente Serracchiani e al vice Bolzonello.

«Se sono certi di avere agito nei limiti delle norme europee, sono pronto a tagliare tutto anche domani. Ma se il tribunale dirà che avevo ragione, allora dovranno risarcirmi di tasca loro tutti i guadagni mancati. A me e ai 400 agricoltori che hanno firmato la petizione pro Ogm». Perché la battaglia prosegue in tribunale. «Finalmente ho gli atti delle contestazioni in mano» aggiunge Fidenato, raggiunto al telefono dal Messaggero Veneto proprio mentre gli agenti della Forestale gli notificavano l’ordinanza. Ora la palla passa agli avvocati.

«Mi dovrebbero conoscere: non esiste che io distrugga tutto: ce la vedremo in tribunale – spiega serafico –. Ora con gli atti in mano, presento ricorso. Chiederò di disattivare la norma, di sicuro non la eseguirò. Arriveranno provvedimenti penali, penso. Perché non ho ubbidito a ordini legittimamente ricevuti. Ma qui stiamo parlando di un provvedimento illegittimo perché manca dei crismi europei. La legge regionale che mi vieta di coltivare Ogm, doveva prima essere notificata in Europa. Passaggio mancato». È certo che la corte europea gli darà ragione Fidenato.

E la sua forza deriva anche dalla precedente assoluzione già incassata nel 2013. «Perché il fatto non costituisce reato», sottolinea l’agricoltore. Ora però le leggi sono cambiate. «Ma quelle leggi sono illegittime. Ci sono sentenze della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europee che impongono l’applicazione del diritto comunitario ai paesi membri», giura.

Mentre le trebbie restano ferme, si accendono le seminatrici. Perché oltre agli appezzamenti di Mereto di Tomba (mille metri) e Colloredo di Monte Albano (6.500), Fidenato è pronto a estendere le coltivazioni geneticamente modificate. «Non dico dove e quando per motivi di ordine pubblico, ma sarà certamente tra poco perché i tempi per le semine ormai sono stretti». Quella di Fidenato non è più una battaglia per la categoria, «lavoro per me stesso» assicura. Salvo poi lanciare un attacco ai politici: «L’Ogm non fa male a nessuno, perché a loro non piace, non posso coltivarlo? Questa ormai è una lotta per aprire gli occhi ai cittadini: i politici non possono decidere per noi».

Ed ecco la doppia sfida alla presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani, e al suo vice, Sergio Bolzonello: «Se sono convinti di essere nel giusto e avere osservato tutte norme europee, sono disposto a trinciare il mais anche subito. «Ma devono assicurarmi – si avvia a concludere Fidenato – che se dovessi vincere in tribunale, loro dovranno pagarmi di persona il mancato reddito mio e dei 400 agricoltori che hanno firmato la petizione pro Ogm. Fidenato quando dice le cose le mantiene, ma voglio un loro impegno preciso davanti alla popolazione friulana». Dunque una battaglia che non conosce ancora la parola fine.

Messaggero Veneto online del 27/06/14
di Michela Zanutto

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