Report Presido del 26 giugno a Trieste

Per quanti non avessero potuto partecipare la presidio davanti alla sede istituzionale dell’amministrazione regionale riportiamo di seguito la sintesi di quanto è accaduto.

Eravamo circa una trentina di persone, non molti ,nemmeno pochi vista la giornata lavorativa, c’eravamo noi del coordinamento biodiversità, ma anche molti veneti, tra cui anche il gruppo di coltivacondividendo di Feltre.
Numerosi striscioni colorati, cartelli con scritte ironiche e il falcetti in cartone preparati da Oscar colorati che ognuno di noi ha indossato, più due d’oro da consegnare a Bolzonelllo e alla Seracchiani, alcune piante provenienti dal campo di Fidenato che alcuni giorni prima ha avuto l’ennesima incursione. Si sono alternati
molti interventi che sostanzialmente ribadivano la contrarietà ad una agricoltura sempre più industriale, basata sulla monocoltura del mais che sta devastando, ora anche con l’aiuto del mon810, la biodiversità dei territori. Non si deve dimenticare inoltre che la maggior parte del mais prodotto non serve per il consumo alimentare diretto bensí per l’alimentazione animale, altro settore che si sta incrementando in modo abnorme diventando il principale artefice dell’inesorabile distruzione dell’ecosistema. Si è puntato il dito contro i trattati economici già stipulati ed altri in procinto di essere firmati che non fanno altro che rafforzare il dominio delle multinazionali non solo nei confronti dei singoli ma di intere nazioni. Ancor più grave è il fatto che tutte queste rimangono e rimarranno segrete. Abbiamo denunciato la pericolosità insita nella decisione di lasciare libere le multinazionali di brevettare i semi dando così ulteriori strumenti per monopolizzare la produzione agricola mondiale. Ovviamente non ci siamo fermati alle denunce poiché sia il nostro coordinamento tutela biodiversità che il coordinamento zero ogm partono da un no deciso contro gli ogm per proporre un nuovo modello di progresso sociale e agricolo, un modello che si avvalga di un rapporto più stretto tra produttore e consumatore, rivalutando e rinnovando il ruolo dei mercati cittadini, che supporta una coltivazione varia e che utilizza le rotazioni colturali, e che si basa sul libero scambio delle sementi, in speciale modo quelle autoctone, ma anche che riduce drasticamente l’uso e l’abuso di proteine animali. Le sfide sono molte e davanti a tutto ciò le istituzioni sono ferme, vanno avanti a moratorie tenendo un profilo molto basso, e non avendo un benché minimo straccio di proposte per il futuro. Non si può andare avanti a moratorie, come dimostra la nuova ondata di moria delle api. Verso le 12 è uscito Bolzonello, e la situazione non era ancora ben chiara visto che si trincerava dietro al solito “abbiamo fatto tutto il possibile!”
Verso le 12 è arrivato Bolzonello, di ritorno da una riunione sul PSR, si è fermato con noi e ha scambiato alcune battute, dove in sintesi gli abbiamo fatto presente che i tempi della magistratura non sono quelli biologici e che a breve le piante di Mais OGM sarebbero fiorite contaminando ulteriormente l’ambiente circostante, schiarimenti rispetto alla totale impunità di Fidenato e della debolezza dell’attuale legislazione vigente, nella quale non c’è nessun riferimento ad agire con la distruzione di tali colture da parte del Corpo Forestale. e’ stato ribadita la contraddizione della moratoria che da un lato vieta, ma poi chi semina e coltiva illegalmente viene al massimo sanzionato ma le coltivazioni continuano ad essere presenti.
In quei 20 minuti di colloquio esterno gli abbiamo spiattellato sotto il naso il documento del direttore della Forestale regionale che ipotizzava un lungo percorso che prevedeva l’ipotesi di eventuali ricorsi da parte di Fidenato e l’applicazione preventiva di misure di coesistenza nel caso le cose andassero per le lunghe. Cosa per noi inaccettabile!
Non dimentichiamoci che la legge regionale del FVG che, tramite il silenzio/assenso , è stata avvallata dalla commissione europea si muove nell’ ambito della coesistenza e che è in corso il progetto impellente di modificare la normativa europea sugli ogm .
Verso le ore 14 unadelegazione di una decina di persone ha avuto un incontro con Bolzonello nel quale ha esordito per primo affermando che, proprio in virtù del silenzio/assenso dell’Europa sulla legge regionale, la regione dopo i 5 giorni di tempo dati a Fidenato, segnalerà l’eventuale inadempienza dell’ordinanza di distruzione e potrà intervenire direttamente per la distruzione dei campi.
Nella sostanza, come già emergeva nel documento di Stroppa, finché non era sicuro l’avvallo della CE, loro avrebbero continuato ad avere “paura della propria ombra” e si sarebbero mossi solo in ambito giuridico, senza avere il coraggio di fare “scelte politiche” ( come hanno fatto l’anno scorso). In tale sede è stato garantito che nel pomeriggio sarebbe arrivata la comunicazione a Fidenato in cui si intima la distruzione dei campi entro 5 giorni, con la garanzia che, nel caso non fosse eseguita, il corpo forestale entro 2 giorni eseguirà comunque l’abbattimento e a rimozione delle colture. Vittoria? È certamente presto per dirlo.
Si vedrà il da farsiLa situazione resta nebulosa e forse è meglio essere cauti sul cantar vittoria, quindi per ora attendiamo che trascorrano 10 giorni e poi vedremo cosa succederà, intanto noi ci vediamo in assemblea mar 01 giugno 2014 a Motereale Val Cellina, presso il Circolo Tina Merlin alle 20.30, invece 08 giugno 2014 appuntamento a Padova per l’assemblea del coordinamento zeroogm Veneto.

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