GENUINO CLANDESTINO REPORT TAVOLO N. 5 OGM: TUTELA BIODIVERSITA’ E SOVRANITA’ ALIMENTARE

Presenti: Campi Aperti, Terre Forti, Fratello Sole, Terre in moto, Terre Resistenti, Agricoltura della terra, Coordinamento tutela della biodiversità del FVG, terra/Terra, Altragricoltura del Nord-est, Movimento della Tuscia, Collettivo biologia della Sapienza, No Dal Molin, Collettivo Agraria di Firenze, Zolle Nomadi.

PREMEMSSA

Gli Organismi Geneticamente Modificati sono varietà ottenute con tecniche di biologia molecolare, più tosto maldestre e a basso costo in cui vengono introdotti geni provenienti da specie di origine animale per ottenere alcune resistenze. Questo tipo di operazioni eticamente discutibili sono fatte esclusivamente da importanti multinazionali come Monsanto, Dupont, Syngenta.

L’unico caso dichiarato di coltivazione di OGM in Italia è in Friuli Venezia Giulia, dove un gruppo di agricoltori, nel 2013 ha seminato e raccolto il mais Mon 810, varietà ottenuta con tecniche di biotecnologia molecolare inserendo nel genoma del mais alcuni geni del bacillus turingensis, un batterio, che renderebbe le piante capaci di autoprodurre una tossina che rende le piante resistenti agli attacchi della piralide, una delle cause della presenza di micotossine nel mais. La presenza di micotossine (micos=fungo) nel mais compromette la possibile vendita, per tanto una potenziale perdita di reddito dell’agricoltura. In realtà la presenza delle micotossine è una causa multifattoriale, legata soprattutto alla mancanza di rotazione tra le colture. A oggi è l’unico mais transgenico la cui coltivazione è autorizzata in Europa, anche se già in commissione agricoltura è stata discussa l’introduzione del Pioneer 1507, ma non ancora approvata.

 

⁃        La normativa italiana in materia di OGM è precaria, per ora è in vigore il Dlgs 187 del 108\13 che scadrà a gennaio del 2014. Esso vieta la semina, la coltivazione e la raccolta di colture OGM, ma non vieta l’importazione, infatti, nei mangimi, destinati agli allevamenti intensivi, sono contenute farine ottenute da coltivazioni OGM provenienti da USA, Canada, Argentina, etc.

 

⁃        A livello europeo, dal 2014 con la nuova P.A.C. e con la nuova definizione dei piani di sviluppo rurale(PSR) diventerà obbligatoria la gestione dei territori con protocolli di un’agricoltura non più convenzionale ma integrata. Con differenti tempi di recepimento, gli Stati membri adotteranno la direttiva europea. Sulla carta quello che è indicato è una promozione del biologico/integrato, quindi non ci saranno più gli incentivi presenti sino ad ora, ma una serie di misure che spingeranno nella direzione del biologico/integrato e non sarà più possibile fare agricoltura convenzionale. Si ricorda che attualmente è in vigore la direttiva 20001\18CE e raccomandazioni CE del 137\2010, nella quale sono contenute le indicazioni per la creazioni delle regola sulla Coesistenza con le coltivazioni convenzionali, biologiche e biodinamiche.Dal 2010 il parlamento europeo ha proposto una modifica della direttiva europea sugli ogm affinché venga introdotta la libertà di scelta per Stati membri di vietare le coltivazioni transgeniche. Tale possibilità è messa a rischio dai Trattati Internazionali sul commercio (WTO, TTIP) in quanto essi subordina gli Stati membri a sottostare a questi accordi pena grosse sanzioni economiche. Quindi per una vera libertà di scelta degli Stati è necessario mantenere la valutazione ambientale e sulla salute (attualmente definita come “clausola di salvaguardia”), eliminare la conformità ai Trattati e inserire la tutela e il diritto alla “sovranità alimentare” di ciascun popolo.

 

 

⁃        Gli argomenti che vengono utilizzati per propagandare gli OGM riguardano soprattutto la maggior produttività di queste sementi, quindi il rischio attuale è un’accelerazione da parte degli agricoltori della richiesta di poter coltivare OGM. Il mais bt MON810 si vende molto bene ad aziende agricole di grandi dimensioni in quanto chi produce queste varietà millanta una maggiore sostenibilità ambientale e soprattutto economica, sostenendo che servirebbero meno interventi chimici e quindi una riduzione dei costi di produzione. Insomma meglio usare un seme che non si ammala piuttosto che utilizzare tonnellate di pesticidi che rappresenta una serie di costi per l’agricoltore.

Va ricordato, che alcune varietà ottenute con tecniche transgeniche sono compatibili con i diserbanti, come la soia roundup ready.

La campagna pro-OGM propone la coltivazione di OGM come soluzione alla crisi delle grandi aziende agricole, soprattutto nell’Italia settentrionale, dove maggiore è stata la richiesta da parte degli agricoltori, di poter coltivare OGM. La motivazione di fondo è che senza l’introduzione di OGM in Italia molte aziende dovranno delocalizzare, soprattutto in Romania, dove potranno coltivare OGM e successivamente importarli in Italia. Per quanto riguarda gli altri agricoltori convenzionali, non c’è consapevolezza che l’introduzione di colture OGM non è una soluzione alla crisi, ma che esse rappresentano una risposta paradossale che l’agroindustria sta promuovendo rispetto al collasso del sistema monocolturale e all’impoverimento dei terreni che loro stesse hanno creato in perfetta connivenza con i governi nazionali ed europei.

 

⁃        Diventa per tanto indispensabile ragionare sul modello agricolo e cercare di coinvolgere gli agricoltori verso un processo di cambiamento culturale prim’ancora che agronomico, diventa importante sviluppare e promuovere nuove pratiche sociali, alternative all’attuale modello di produzione agroalimentare, perché il rifiuto degli OGM è in primis il rifiuto dell’attuale modello agricolo. Infatti, è anche una questione di sovranità\autodeterminazione alimentare e di modello di sviluppo, per cui non possiamo isolare questo tema da tutto il resto di cui stiamo parlando da anni nei nostri territori e oggi in tutti gli altri tavoli. Non è la battaglia mirata delle Task Force sugli OGM, siamo cittadini e contadini che abbiamo una visione abbastanza chiara di un modello. Abbiamo di fronte un sistema che sta distruggendo la biodiversità, e produce cibo inquinando abusando di biocidi. Gli OGM rappresentano un altro pericolo per la biodiversità agroalimentare, per questo è fondamentale salvare e coltivare varietà antiche e autoctone e chi lo fa oggi è un vero partigiano della biodiversità.

⁃        La gran parte del mais prodotto in Italia non è a uso umano ma bensì destinato agli allevamenti intesivi, dove per produrre più latte e carne in minor tempo si alimentano gli animali con carboidrati (zuccheri complessi), e deve essere privo di micotossine. Per questo è importante far emergere queste i contraddizioni, soprattutto nella GDO (grande distribuzione organizzata) come Coop, che nonostante si dichiarino contro il OGM distribuiscono prodotti ottenuti con mangimi che contengono farine di origine transgenica.

⁃        La produzione di mangimistica OGM free non è sufficiente, anche volendo gli allevatori non la trovano, la critica va posta al sistema agroalimentare tout court infatti gli allevamenti intesivi sono anch’essi causa di inquinamento diffuso con lo sversamento di liquami nelle campagne. Per questo è importante rivolgersi ai consumatori proponendo loro altri modi di acquistare il cibo, favorendo un rapporto diretto con chi il cibo lo produce con metodi più sani. Diventa altresì indispensabile promuovere nuovi stili alimentari che prevedono un minor consumo di derivati animali.

⁃        Una cosa di cui però non abbiamo discusso è la questione dei biocarburanti e centrali a biogas che si stanno diffondendo nelle campagne. In alcuni Stati il 30% dei cereali è prodotto per generare combustibile, questa è un escamotage per introdurre gli OGM sostenendo di coltivarli non per essere usati come cibo ma come fonte energetica, rendendo più difficile, se non inutile, il divieto delle coltivazioni transgeniche. E’ evidente che ci troviamo di fronte all’assurdo di usare terra agricola per generare energia.

⁃        E’ stata presentata da parte di Altragricoltura Nord-Est la Carta d’Intenti per un mondo senza ogm, dove sono enunciati alcuni aspetti relativi al tema degli OGM con la proposta di farne uno strumento di lavoro aperto a nuovi contributi, ma che rappresenti un punto di partenza condiviso. I tempi di GC sono più tosto lenti e il metodo è quello assembleare per tanto viene rimandata alle prossime sessioni di lavoro.

 

 

⁃        PROPOSTE

⁃        I partecipanti s’impegnano a far sì che il tavolo di lavoro si trasformi in gruppo di lavoro permanente sugli OGM.

⁃        Sensibilizzare gli agricoltori per coinvolgerli in pratiche alternative, dove sia superato il concetto dualistico di produttore/consumatore, al fine di creare delle reti di mutuo appoggio, attraverso i gas, i mercati cittadini e la certificazione partecipata, in altre parole promuovere nuovi modelli sociali.

⁃        Ricostruire i saperi contadini attraverso seminari a tema e la costruzione di reti.

⁃        Promuovere percorsi formativi ad agricoltori e consumatori, per proporre un sistema agroalimentare sostenibile.

⁃        Sostenerne gli agricoltori\allevatori custodi al fine di salvaguardare e promuovere varietà antiche e autoctone.

⁃        Individuare ricercatori indipendenti per avviare e favorire una ricerca partecipata.

⁃        Proporre il recupero di terreni e pascoli abbandonati.

⁃        Chiedere l’emanazione di norme regionali che vietino la coltivazione di OGM

⁃        Chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia sulle coltivazioni transgeniche

⁃        Formulare un calendario con gli appuntamenti territoriali e nazionali.

⁃        Costituzione di una cassa di resistenza per sostenerne i costi delle analisi per realizzare una mappatura delle coltivazioni e delle sperimentazioni in Italia.

⁃        Costruzione di una bibliografia sugli OGM da diffondere.

⁃        Sviluppare il tema degli OGM all’EXPO’ 2015.

 

I punti fondamentali esposti all’assemblea plenaria

-sostegno economico e casse di resistenza per la mappatura delle coltivazioni ogm

-produzione di materiale informativo comune e continuità del lavoro di gruppo

-divulgazione e bibliografia di riferimento

-comunicazone e calendari degli eventi locali

-expò 2015 evento no ogm?

-lavoro sui semi e zootecnia. Selezione partecipata contadina vs ricerca OGM

 

 

 

 

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