La sfida di Fidenato, nuova semina Ogm.Avverrà stamane nel campo di Colloredo distrutto su ordine della Procura. Bolzonello: se lo fanno, interverremo di nuovo

UDINE Nuova sfida di Giorgio Fidenato, leader nazionale dei sostenitori del transgenico. Questa mattina infatti sarà riseminato il campo di proprietà di Leandro Taboga, a Colloredo di Monte Albano (6 mila 500 metri quadrati) che era stato distrutto lo scorso 19 luglio su ordine della Procura di Udine. «Una sfida – spiegano gli stessi Fidenato e Taboga, entrambi indagati dalla Procura di Udine – per manifestare il nostro assoluto dissenso con la Procura di Udine che non aveva esitato a far distruggere la prova sperimentale che stavamo portando avanti nonostante li avessimo informati che le norme invocate a sostegno della loro azione erano palesemente anticostituzionali e in totale contrasto con le leggi europee». Ieri, intanto, il tam tam ha raggiunto gli ambintalisti che non escludono per oggi una sorta di presidio di protesta. E rimane anche il “giallo” del dissequestro dello stesso campo. Dissequestro che per Fidenato e Taboga è già avvenuto, mentre per Serena Pellegrino, parlamentare di Sel, scatterà soltanto il prossimo 19 settembre. «La nostra azione – insiste Leandro Taboga – viene effettuata in base al pronunciamento della Corte di giustizia europea secondo cui nessun Paese membro può vietare la coltivazione di questo mais. C’è stato e c’è tuttora un tentativo italiano di procurarsi fonti giuridiche asserendo che il mais transgenico può danneggiare coccinelle, alcune farfalle e una minuscola vespa della piralide. Bene, l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) con sede a Parma ha esaminato la richiesta italiana su mandato della Commissione europea e sempre su mandato della stessa Commissione ha informato l’Italia che non esistono basi scientifiche a sostegno di quanto affermato nel decreto 12 luglio 2013. Insomma, non siamo noi a violare le norme». Lo stesso Taboga informa che, assieme a Fidenato, ha offerto alla Procura di Udine «parecchi elementi per dubitare della legittimità del decreto ministeriale 12 luglio 2013 e dell’articolo 1 della legge regionale 5/2014, ma non è venuto alcun segno di risposta». «Al contrario – insiste Fidenato – siamo a conoscenza che la Procura è stata sensibile alle sollecitazioni della senatrice Pellegrino che ha più volte sollecitato la distruzione del mais paventando disastri naturali inenarrabili. Sappiamo anche che la Procura sta continuando a portare avanti indagini nei confronti del sottoscritto nonostante noi abbiamo sottoposto loro l’opinione scientifica del’Efsa del settembre 2013 che ha invalidato i dati scientifici proposti dall’Italia a sostegno delle sue misure di emergenza». «Pazienza», questa la replica pronunciata con ironia dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bolzonello. Che subito dopo aggiunge: «Non possiamo impedirglielo, ma applicheremo le norme come avvenuto lo scorso mese di luglio. A mio avviso non è un problema. Fidenato o chi per lui farà la comunicazione, se non l’ha già fatta, alla Prefettura che a sua volta lo comunicherà alla Regione. Poi, tra lettere e diffide, si arriverà alla stessa conclusione dello scorso 19 luglio». Ovvero la distruzione del campo.
Dal Messaggero Vneto del 07 settembre 2014 di Domenico Pecile

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