A Colloredo prova di forza di Fidenato e degli agricoltori a lui vicini «In Friuli altri campi con mais transgenico, la Regione ne prenda atto» In 50 seminano Ogm e si autodenunciano

La Procura di Udine tiene monitorata la situazione a fronte della nuova semina, ma al momento, secondo quanto riferisce l’Ansa da fonti vicine al caso, si è deciso di non intervenire. La norma vieta infatti la coltivazione, mentre ora si è di fronte a una semina simbolica anche alla luce della stagione inadatta. Sempre secondo quanto si è appreso, la Procura ritiene che non ci sia un pericolo concreto di contaminazione. Mercoledì il ministro Maurizio Martina spiegherà in Commissione Agricoltura del Senato le priorità della presidenza italiana dell’Unione Europa in materia di agricoltura e pesca: un’occasione per capire le strategie anche sugli Ogm.

COLLOREDO DI MONTE ALBANO Un altro avviso di garanzia? «Uno più, uno meno…». Giorgio Fidenato canta vittoria per la semina di mais transgenico nel campo-prova (specchietto per le allodole per nascondere le altre decine di campi transgenici in Friuli) di Colloredo di Monte Albano dissequestrato all’inizio del mese. Sorride anche perché ieri era «finalmente in buona compagnia». Con lui, infatti, hanno provveduto a seminare i circa 200 metri quadri – che fungeranno da «piccolo laboratorio per attirare la piralide e studiare come si comporta in questa fase ormai avanzata della stagione» – anche una cinquantina di agricoltori che hanno accettato di sottoscrivere un documento con il quale, assieme a Fidenato e a Leandro Taboga, il biologo proprietario del campo-prova, si autodenunciano con la consegna dello stesso alla Regione, al Corpo forestale e alla Procura. «Ci vedremo a Regina Coeli», scherza un anziano agricoltore dopo aver apposto la firma sul documento. «Ti porteremo alcune pannocchie Ogm, così sei sicuro che non avranno il verme», ribatte un suo amico. «La semina è stata un buon risultato – sostiene Taboga – anche se ancora diversi agricoltori sono frenati dalla paura. Diciamo la verità, siamo friulani, sotans per natura, e quando c’è da tirare fuori gli attributi molti tentennano e se la squagliano. In ogni caso la risposta c’è stata perché chi ha firmato sa che probabilmente sarà indagato. Ma servirà da esempio a tutti quelli che pur condividendo questa battaglia di libertà, restano ancora alla finestra per capire cosa accadrà». «Succederà – lo interrompe Fidenato – che alla fine anche l’Italia, ma soprattutto la Regione, dovranno adeguarsi alle norme europee. È davvero spiacevole constatare che la nostra Regione continui a fare le cose per sotto, senza un minimo di interlocuzione, vedi la recente legge del 4 agosto inviata a Bruxelles senza che nessuno ne sia stato informato». Fidenato brandisce due pannocchie: una Ogm e una trattata con i metodi tradizionali. La prima è bella e dorata senza segni di malattia; l’altra presenta diverse parti erose dalla piralide. «Ecco, il succo di questa mia e nostra battaglia a favore della libertà è racchiusa in queste due pannocchie: o pesticidi; oppure Ogm. Non ci sono alternative, l’Ue ha già deciso per gli Ogm. Dunque…». Dunque, nelle pieghe di questa guerra ideologica, tipica di un’Italia ancorata a vecchi manicheismi, spunta un’altra, incredibile, verità. E cioè che in Friuli c’è il campo-laboratorio di Colloredo che s’è preso i riflettori, mentre nel frattempo sono decine gli ettari di campi di mais Ogm. «Segreti di Pulcinella», ironizza un agricoltore. «Sicuramente i campi di mais Ogm ci sono sia in Friuli, sia nel resto d’Italia – ammette Taboga – e probabilmente lo sanno sia i vertici della nostra Regione, sia le autorità competenti. Ma d’altronde cosa potrebbero fare. Come fermare il fenomeno? Come impedire che gli agricoltori scelgano una produzione assicurata e remunerativa»? Ma questo è un altro capitolo di questa storia. Di certo, le sementi transgeniche arrivano in Italia facilmente perché l’Ue ha sancito da tempo la libera circolazione delle merci.
Dal Messaggero Veneto del 15 settembre di Domenico Pecile

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