In regione 13 mila aziende cerealicole. In picchiata anche le quotazioni della soia Crolla il prezzo del mais. Ermacora: il rilancio passa per acquisti collettivi e migliore commercializzazione.Coldiretti: va fatta rete

UDINE La produzione di mais è abbondante (più 15%), ma non si tratta di una buona notizia. Il prezzo infatti, vuoi per la grande offerta, vuoi per la speculazione, è crollato. Con la remunerazione di quest’anno, 10,40 euro al quintale, le aziende (sono circa 13 mila in regione, anche piccolissime) non riescono a coprire le spese sostenute. E rischiano di chiudere i battenti. Coldiretti ha chiara la situazione e ieri, durante una conferenza stampa nella sede di Udine, ha illustrato anche le contromisure da prendere per evitare il tracollo. «Con una migliore organizzazione della filiera – ha detto il presidente Dario Ermacora – che prevede acquisti collettivi delle materie prime e razionalizzazione dell’essiccazione e commercializzazione del prodotto, è possibile recuperare per le imprese agricole almeno un euro al quintale, che significa circa 150 euro a ettaro, se consideriamo le rese del 2014. Per un’azienda che coltiva 30, 40 ettari, vuole dire ritrovarsi 5, 6 mila euro in più in tasca, una boccata d’ossigeno. Non c’è altra strada che quella dell’aggregazione delle strutture per dare una maggiore marginalità. Lo stesso vale anche per la soia, che viene pagata 30 euro al quintale, mentre solo un anno fa veniva pagata 47 euro». «In Francia – hanno osservato Ermacora e il direttore Merz – ci sono solo due grandi gruppi per la gestione del mais e dei seminativi, mentre in Friuli Venezia Giulia sono 42 i centri di stoccaggio, di cui 12 cooperative. Se anche i Comuni hanno avviato processi di fusione e associazionismo, dobbiamo farlo pure noi». Ermacora invita la Regione a svolgere la regia di questo processo che andrebbe premiato, così come per i Comuni, anche finanziariamente. Il raccolto di mais e soia procede spedito in queste settimane. «E’ stata un’annata generosa – ha spiegato ancora il presidente di Coldiretti -, a differenza delle ultime due caratterizzate dalla siccità. Il Friuli rappresenta il 4% della produzione italiana di cereali, ma abbiamo la capacità del 7% sul totale dello stoccaggio. Coltivare il mais costa 10 euro al quintale, senza considerare manodopera e ammortamenti. Con la vendita a 10,40 si lavora sottocosto o per andare in pareggio. Per razionalizzare le spese è necessario andare sul mercato con una voce sola». Coldiretti ha fornito anche alcuni dati interessanti sulle produzioni in regione. Sono coltivati a mais circa 65 mila ettari di terreno (20% in meno rispetto al 2013), a soia 50 mila ettari (20% in più considerato primo e secondo raccolto), a foraggio 12 mila ettari, a frumento e orzo 8.500 ettari, a triticale, erbaio da biogas e stalla 2 mila ettari e infine a colza e pisello proteico un migliaio di ettari.di Dal Messaggero Veneto del 09 ottobre 2014 di Maurizio Cescon

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