Mais ogm, nuova “provocazione” di Fidenato

Colloredo: nel campo di Laibacco il cereale, trinciato, sarà lasciato al suolo

COLLOREDO. «Questa volta abbiamo anticipato la Procura». Ci scherza su Giorgio Fidenato, leader di Futuragra, davanti alla sua ennesima provocazione messa in atto nella campagna pro Ogm. In questa occasione consiste nella trinciatura, spontanea, del mais transgenico coltivato a Laibacco, frazione del comune collinare.

Nessuna richiesta da parte della Procura, nessun arrivo al campo del Corpo forestale regionale, ma semplicemente la decisione di effettuare liberamente il taglio del mais transgenico. Fidenato e compagni hanno deciso di anticipare la trinciatura del mais Ogm seminato a Colloredo, per avviare una nuova sperimentazione scientifica in merito alle colture geneticamente modificate e per rispondere con i fatti alle nuove accuse mosse nei confronti delle coltivazioni transgeniche.

Dopo la dimostrazione dello scorso anno, che verteva sulla problematica di una possibile “contaminazione” per mezzo del polline Ogm su farfalle e piante non modificate, questa volta Fidenato insieme al biologo Taboga, suo braccio destro per gli studi sul campo di Laibacco, verificheranno il grado di tossicità del terreno Ogm, con la speranza di rimandare per l’ennesima volta le accuse al mittente.

«Abbiamo trinciato il mais – ha spiegato Taboga – che ora resterà così come giace sul suolo, per verificare l’andamento del processo di “degradazione” che solitamente conduce alla mineralizzazione del suolo. Così facendo, potremo osservare se gli esseri viventi che animano il terreno, fuori e dentro, (lombrichi, coleotteri, larve) vengano in qualche modo danneggiati dalla presenza del mais Ogm che a parere di molti è tossico.

Per permettere la conduzione dell’esperimento, che durerà fino a maggio del prossimo anno, posizioneremo a scacchiera sul campo una geo tela che consentirà al materiale di non seccarsi e di procedere con la degradazione. Per il resto lasceremo tutto così com’è e prenderemo nota dell’evolversi della situazione.

Questa volta, anche per evitare offese

nei nostri confronti non più tollerabili, agiamo in collaborazione con l’associazione AmigaProject che a livello europeo verifica l’impatto sul sistema agricolo delle colture modificate geneticamente». Attendendo il responso finale, il campo Ogm è aperto a tutti, fanno sapere da Futuragra.

di Luciana Idelfonso, dal Messaggero Veneto del 29 luglio 2015

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