Sequestro preventivo a carico dell’”incauto idiota” Fidenato Giorgio

Riceviamo e giriamo.
Coordinamento Tutela Biodiversita – Pordenone

 


Spett. Procuratore della Repubblica di Pordenone
Sig. Marco Martani
marco.martani@giustizia.it

Spett. Procuratore della Repubblica di Udine
Sig. Raffaele Tito
tribunale.udine@giustizia.it

Spett. Assessore alle risorse agricole e forestali
della Regione Friuli Venezia Giulia
Sig. Sergio Bolzonello
assessoreeconomia@regione.fvg.it


OGGETTO: Sequestro preventivo a carico dell’”incauto idiota” Fidenato Giorgio

Ultimamente nell’ambito di un procedimento giudiziario è stato coniato un nuova profilo, quello dell’incauto idiota, che ben si addice anche a chi, approfittando di una legislazione lacunosa, frutto delle forti pressioni lobbistiche che si oppongono alla volontà popolare e con le spalle ben coperte da generosi finanziatori che gli pagano gli avvocati e i ricorsi a vario livello, da tempo tenta di introdurre le coltivazioni transgeniche sulla nostra terra.
Ebbene sì, parliamo del sig. Fidenato (e dei suoi compari e scienziati ogiemmisti) al quale calza a meraviglia la citata definizione di “incauto idiota” ( di seguito I.I.) e che, come il capitan Schettino con la Concordia, tenta in tutti i modi di far naufragare la nostra agricoltura nelle secche del Mon 810, dalle quali mai più si disincaglierebbe, da quanto è già impantanata nelle paludi di una monocoltura maidicola senza futuro!
Ma cio che ci preoccupa di più in questo momento ( come già nel passato) è capire come si stanno muovendo le Istituzioni per impedire tale fenomeno.
Dopo che a fine gennaio la procura di Pordenone ha deciso erroneamente di dissequestrare i campi coltivati ad ogm di Fanna e Vivaro (come ancor prima quella di Udine per quelli di Tomba e Colloredo), qualche giorno dopo, si sono visti gli agenti della Forestale Regionale ripresentarsi sul campo di Vivaro per ricollocare i “sigilli” di un nuovo sequestro preventivo.
Noi abbiamo visto di buon occhio tale manovra, ma essendo stata isolata a quel solo mero appezzamento e avendo speranza che invece sia il frutto di un disegno più ampio e strutturato, abbiamo pensato di colmare tale lacuna estendendo il sequestro agli altri campi friulani condotti direttamente dall’I.I. di cui sopra ed alle sue stesse attività imprenditoriali che, considerata la sua incapacità di intendere (che non va oltre ad una pannocchia di mais), crediamo sia meglio vengano amministrate da altri per evitare che egli possa compiere altri danni.
Restiamo anche sorpresi da alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’I.I. secondo le quali l’Ersa è stata informata del luogo in cui sono custodite le piantine ogm 2015, ma con il vincolo della segretezza (????). Evidentemente Il sig. Fidenato crede di vivere nella repubblica delle banane in cui chi compie i reati si inventa anche le leggi.
Se è vero che la Regione è a conoscenza dei luoghi in cui si sviluppa l’ennesima pagliacciata transgenica, intervenga con fermezza ed applichi immediatamente tutte le norme vigenti che si oppongono alle coltivazioni ogm sui nostri territori!

Auspicando un sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti.

gli Onesti Mietitori



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Nel 2010 “invasero” gli uffici pordenonesi di Agricoltori federati con spray e manganelli Tra di loro anche l’ex consigliere regionale Alessandro Metz. Il leader del biotech: giustizia è fatta Raid nella sede di Fidenato Condannati 39 ambientalisti

PORDENONE Una manifestazione di protesta contro gli ogm costa la condanna a 39 ambientalisti che, a vario titolo, a suo tempo “invasero” la sede pordenonese di Agricoltori federati, il cui presidente, Giorgio Fidenato, aveva da poco effettuato la prima semina di mais geneticamente modificato in un campo di Vivaro. Era il 30 aprile 2010 quando, dopo avere organizzato un presidio in quel paese, i manifestanti scesero a Pordenone e riuscirono ad entrare nella sede di Agricoltori federati. Aggirando le forze dell’ordine, con spray e megafono, secondo il capo di imputazione, lanciarono semi (biologici) contro Fidenato. Gli gridarono «vergogna, chi semina ogm raccoglie m…, venduto alle multinazionali». Le forze dell’ordine identificarono quaranta manifestanti: destinatari di decreto penale di condanna, si erano opposti. Oltre un anno di dibattimento e ieri la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Pordenone Rodolfo Piccin. Il verdetto. Trentanove su 40 imputati sono stati condannati a due mesi e 15 giorni di reclusione (con la sospensione condizionale), al pagamento delle spese processuali e al risarcimento in solido della parte civile (comprese le spese di giudizio, 4 mila 788 euro) – Agricoltori federati, il presidente Giorgio Fidenato e la segretaria Viviana Stabarin – da quantificarsi in separata sede, per violenza privata e violazione di domicilio in concorso. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e la continuazione tra i reati. I 39, di cui solo alcuni presenti ieri in aula, sono: Alessandro Metz, 45 anni, già consigliere regionale dei Verdi, e Carlo Visintini, 35 anni, di Trieste; Gianni Lidiano Cavallini, 62 anni, di San Vito al Tagliamento; Valentina Paganessi, 29 anni, di Polcenigo; Veronica Badolin, 34 anni, Alex Balbi, 23 anni, di Mestre; Niccolò Bocenti, 33 anni, Emanuele Broccardo, 35 anni, Tommaso Cacciari, 36 anni, Marta Canino, 29 anni, Andrea Gastaldi, 27 anni, Vittoria Scarpa, 40 anni, di Venezia; Rocco Cacciari, 28 anni, di Dolo; Stefano Conte, 27 anni, di Santa Maria di Sala; Marco Filippone, 29 anni, Michele Valentini, 38 anni, di Marghera; Paride Danieli, 44 anni, Luigino Enzo, 55 anni, di Treviso; Rossella Manganaro, 37 anni, Fabio Tomaselli, 24 anni, di Conegliano; Sarah Castelli, 35 anni, Valentina Corsini, 29 anni, Marta Franco, 25 anni, Sebastian Kohlscheen, 28 anni, Vilma Mazza, 54 anni, Fabio Mercurio, 29 anni, Pier Lorenzo Parrinello, 44 anni, Marco Zanotto, 36 anni, di Padova; Stefano Dorigo, 28 anni, di Udine; Cristian Massimo, 37 anni, di Cervignano; Chloè Zimmermann, 29 anni, di Belluno; Filippo Rigotti, 23 anni, Milo Tamanini, 28 anni, di Trento; Francesco Pavin, 34 anni, di Vicenza; Eddy Broglio, 29 anni, di Marostica; Enrico Livio Gheller, 31 anni, di Caldogno; Piero Vianello, 28 anni, di Bolzano Vicentino; Ermanno Brancaccio, 30 anni, di Oriolo (Cosenza); Michele Nigro, 30 anni, di Avetrana (Taranto). Contravvenzione di 120 euro (sospesa) per Alessandro Metz e Sebastian Kohlscheen, per concorso in lesioni personali colpose, reato riqualificato rispetto all’iniziale di lesioni volontarie. Le assoluzioni. L’unica imputata assolta da tutte le accuse, per non avere commesso il fatto, è Elena Placitelli, 34 anni, di Cervignano del Friuli: alla manifestazione, come dimostrato e documentato in dibattimento, aveva preso parte come giornalista. Tutti gli imputati sono stati assolti dall’accusa, a vario titolo, di ingiuria, imbrattamento della sede con vernice spry di colore verde e scritta “No ogm” e furto delle chiavi della sede e dell’abitazione di Fidenato, infilate nella porta di ingresso, per non avere commesso il fatto. Restano quindi ignoti gli autori. Alessandro Metz era accusato di avere promosso la manifestazione senza autorizzazione della questura: è stato assolto perché il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni. L’accusa. Il viceprocuratore onorario Ilaria Rizzi aveva chiesto cinque mesi per Metz e Kohlscheen, quattro per Tommaso Cacciari, Parrinello, Visintini e Tomaselli, tre per tutti gli altri ad esclusione di Placitelli, Mazza e Paganessi, che sarebbero state sì presenti all’invasione della sede di Agricoltori federati, ma come giornaliste. Aveva anche chiesto l’assoluzione, per tutti, dalle accuse, a vario titolo, di ingiuria, danneggiamento (mancanza di prove) e furto. La parte civile, rappresentata dagli avvocati Francesco Longo e Giovanni Martorana, chiedeva la condanna di tutti gli imputati. «I manifestanti – avevano detto –, ammesso che vi fosse stata quella mattina una conferenza stampa che in realtà non c’era, non erano andati nella sede di Agricoltori federati per manifestare, ma per danneggiare, offendere e insultare e nessuno lo ha fatto singolarmente, assumendosene la responsabilità, è stata la forza del gruppo che li ha indotti all’azione preordinata, tanto che un ispettore di polizia aveva affermato di essere stato presente e di avere visto gente scendere dalle auto in corsa». La difesa. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe Romano, Gino Sperandio, Luca Maria Ferrucci, Aurora D’Agostino e Marco Sparti. Ciascuno per i propri assistiti, hanno insistito sulla mancanza della prova sulle singole condotte; anche nell’ipotesi di concorso, «ognuno avrebbe dato il proprio contributo? Va dimostrato, visto che non si è stabilito chi ha fatto cosa». I legali hanno chiamato in causa il diritto di critica politica, che si trasferisce anche in questo genere di iniziative. Le reazioni. Dopo la sentenza, ha espresso soddisfazione il presidente di Agricoltori federati, Giorgio Fidenato, presente a tutte le udienze come parte civile: «Finalmente si comincia a mettere ordine alle cose, non ci si fa giustizia da soli. All’epoca ero sottoposto ad indagini da parte della procura per la semina ogm, ed era giusto che il rapporto fosse tra me e la giustizia, ai cui organi nessuno si deve sostituire. La violenza va sempre condannata: se all’epoca fossero rimasti fuori dalla sede, nessuno avrebbe detto nulla. Ma loro non si erano accontentati di esprimere idee diverse, volevano imporre le loro. A prescindere dalla mia scelta di seminare mais ogm nonostante il divieto della legge italiana: ho dimostrato che sbaglia rispetto alle normative europee». Di parere opposto il commento di Alessandro Metz, già consigliere regionale dei Verdi: «Oggi parliamo di direttive europee che assegnano agli stati la facoltà di decidere. Lo Stato italiano ha deciso che non si coltivano ogm. Ci siamo arrivati dopo molte manifestazioni e proteste. Una piccola parte di questo risultato è merito nostro, pertanto questa condanna la sconto volentieri».

Dal Messaggero Veneto del 01 Marzo 2015  di  EnriLisetto