Agricoltura relazionale per la sovranità alimentare

L’importanza del particolare per la salvaguardia globale

Perché preoccuparsi di un campo OGM?

Cos’è un singolo campo rispetto a tutti i campi del mondo? È un niente, in quanto è, in proporzione, come la singola zolla all’interno di un campo: nessuno la considera, sembra non avere alcuna importanza; ma se analizzata con attenzione quella zolla ci farà scoprire un universo. Questo universo è tanto più grande e diversificato quanto più si sia rispettata la vita della zolla stessa. È un organismo unico ed irripetibile.

Ogni zolla, come anche ogni campo, sono dunque diversi; entrambi, zolla e campo, non possono vivere singolarmente, ma per esistere devono far parte di un insieme complesso di relazioni autopoietiche; ed è per questo che dobbiamo occuparci del singolo campo OGM che, se pur singolo, non può essere considerato a sé stante, ma aggregato al contesto in cui è inserito e quindi portatore di una problematica.

L’agricoltura moderna definita erroneamente ‘convenzionale’ invece che ‘chimica intensiva’ inizia nell’ottocento col riduzionismo materialistico di Liebig, da lui stesso contraddetto ma rimasto come Moloch fino ai giorni nostri, e finisce ora con l’hybrys transgenico, in cui non si dà più nessun peso al particolare, non ci si preoccupa più di cosa avviene all’interno della zolla ed in conseguenza nel campi, si abbandona completamente l’interesse per quell’insieme complesso di relazioni autopoietiche; tutto ciò per la rincorsa del mero massimo profitto immediato.

Il particolare, la zolla, è diventata sterile, amorfa, a-poietica.

Per questo nell’incontrarci tutti il primo di settembre a Vivaro, vi invitiamo ad incidere nel particolare portando una zolla dei vostri luoghi, per andare a costituire/costruire, proprio in quel campo simbolo della crisi antropologica che stiamo vivendo, una nuova visione, un nuovo paradigma, un’«utopia concreta», per dirla con le parole di Alex Langer.

Portiamo un mucchio di zolle variegato da donare al campo di Fidenato!

Zolle che rappresentino il vivente, la capacità del vivente di relazionarsi, di rigenerarsi e di rigenerare la capacità di ridare vita dove la vita è messa a rischio.

Zolle per un novo paradigma che faccia propria la sintesi con cui Zanzotto ammoniva:

Dai campi di sterminio

Allo sterminio dei campi

Zolle che servano a superare le diversità ideologiche attraverso l’utopia concreta, l’atto simbolico/simbiotico del mucchio di zolle.

Consideriamo che fa meno rumore una foresta che cresce di un albero morto che cade, ma entrambi sono inevitabilmente collegati/correlati.

Sviluppiamo un nuovo paradigma che ci porti alla ricerca di proposte/progetti volti a cogliere proprio nel particolare, nell’atto semplice e quotidiano (ad esempio prendersi cura di un seme, modificare la propria dieta) primo momento come input su cui basare progetti più ampi alla ricerca di quel cambiamento che oggi non solo è dovuto ma diventa ogni giorno sempre più ineluttabile per poter perpetuare la vita del genere umano su nostra madre terra che per dirla come Francesco «ne sustenta et governa».

Gruppo Coltivare Condividendo

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